

On May 4, 2019 he completed his earthly journey and joined his mother Lidovina Ion and father Lorenzo Chiaverina. He is survived by his wife Mary, daughter Lara, son-in-law Mark Frias, grandson Gabriel, sister-in-law Eileen Harris and many nieces and nephews. He will be greatly missed by his cousins and relatives in Italy, neighbours, friends and members of the St. Fidelis Golden Age Club.
In lieu of flowers, donations may be made to the Humber River Regional Hospital Foundation.
La mamma, Lidovina Yon, aveva voluto che nascesse in Italia, figlio di emigranti, rientrati in patria a brevissima distanza di tempo dal lieto evento. Quando, dopo circa vent’anni, la famiglia, di comune accordo, decise di giocare nuovamente la carta dell’emigrazione, Gianni divenne John, senza ripensamenti o rimpianti. La nostalgia, quella sì, era grande: degli amici di gioventù, dei parenti, delle vecchie case in pietra, la pietra grigia delle montagne canavesane. A Settimo Vittone, Chiaverina, prima di essere un cognome, è il nome di una montagna e Gianni, come quella montagna, era forte e tenace, gentile ma fermo, nelle idee e nei modi. Figlio affezionato e dolcissimo, marito appassionato e protettivo, padre, forse severo, certamente responsabile e premuroso. Quando gli anni cominciarono a gravare sulle pur robuste sue spalle, decise che non poteva rischiare di affrontare ancora una volta il volo attraverso l’Atlantico per venire in Italia: la sua casa, la sua famiglia, la sua patria d’elezione erano in Canada; non poteva pensare di addormentarsi per sempre in un luogo che non fosse quello che l’aveva accolto, pieno di speranza e di desiderio di affermazione. In Canada aveva dato una svolta alla sua sfida personale alla sfortuna, in Canada aveva “riscattato” per sé e per la sua famiglia le delusioni vissute in Italia. Il padre Cino e la madre Lidovina ora si riuniranno all’amato Gianni e insieme torneranno ad essere la famiglia solidale e forte che aveva saputo decidere di cercare una nuova vita, una nuova casa: in terra canadese avevano trovato lavoro, amore, benessere…E ora vivranno insieme per sempre, nella pace eterna del buon Dio.
Margherita Barsimi
Cara Mary,
come mia abitudine vi scrivo una e.mail, sarà un po’ diversa dalle solite dove vi do nostre notizie e vi chiedo delle vostre! Dove ci scambiamo fotografie degli ultimi avvenimenti!
1979
Gianni, la prima volta che sono venuta a trovarti in Canada avevo 19 anni, questo viaggio era il regalo dei miei genitori per il mio diploma. Tu eri “il cugino americano”, avevo con te poca confidenza. Mi ricordo ancora l’imbarazzo della telefonata che ti feci a carico del destinatario in cui ti avvisavo che avevo perso la coincidenza….e sarei arrivata un due ore dopo.
Ma dal mio arrivo in aeroporto tutto è andato bene, mi sono sentita subito a casa anche se a prima vista potevi sembrare burbero, si sentiva che eri contento di ospitare noi parenti italiani. …Poi ho avuto la fortuna di vedere arrivare Lara e di sentirti dire:
“se arriva e non abbiamo
ancora tutto togliamo un
cassetto dall’armadio e la
mettiamo a dormire li
dentro!” Sempre pronto a sdrammatizzare e la mia vacanza di un mese è diventata di un mese e mezzo!!! Poi la vita continua e regolarmente ci
inviavamo prima lettere e poi e.mail dove si vedeva la vita scorrere grazie alle fotografie!
2005
eccoci ...arriviamo e Gianni deve comperare il “biroc”! E’ stata una bellissima vacanza, come dimenticare I pranzi, le gite insieme a voi e ai vostri calorosi amici! Gianni che ci immortalava in ogni occasione sfoggiando la sua nuova macchina fotografica!
2015
Una vacanza più matura, più all’insegna di serate trascorse a
chiacchierare. Indimenticabile il barbecue di Gianni e la festa dei
bersaglieri! Come scrive una famosa canzone italiana caro Gianni:
“….Voglio però ricordarti com'eri
pensare che ancora vivi
voglio pensare che ancora mi ascolti
e che come allora sorridi
che come allora sorridi….”
Una caro saluto da tutta la nostra famiglia
Silvia, Massimo, Stefania con Gabriele,
Luca con Teresa.
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v.1.18.0